erano le sue lacrime a riempire quel vuoto immenso d'amore...era quel suo mormorare sommesso,quel suo chiedere scusa rantolando il proprio dolore,nascondendo il meraviglioso volto di uomo dietro ad un pudore magnifico.<Sono un ragazzino>ha detto,,,chi è più uomo di colui che lava con le proprie lacrime l'errore di un momento di distrazione.?Mea culpa recitato in un letto color porpora.quattro ore di sonno in due giorni e occhi lucidi come specchi.
Mi sono innamoprata di te perchè non avevo niente di meglio da fare.
Mi sono innamorata di te perchè sei il mio migliore amico,perchè sai lasciarmi senzaparole.
Ieri notte,fra le tue lacrime e le mie,mi sono innamorata di te....
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posted by LadyJuliet alle
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Mani che cercano altre mani
(scivola via il vestito di lino a buon mercato)
Mani che cercano bottoni
Armeggiano dentro jeans scoloriti
Mani che cercano altre mani
(scivola via anche il residuario bellico della sua verginità infantile)
SenzaSperanza.
Lei,acquasanta e mani nodose,cerca il sapore di Lui,correndo di lingua sulla pelle che si tende alla bocca impastata di voglia illegittima.
C’è un altro,poco distante,guarda ed è immobile.
SenzaFretta.
Urgenza di lei nella mente e ancora più a fondo.
Serra forte le mani,le porta al viso e sospira innocente.
Di tutto quel niente negli anni terribili ora ha solo il sentore di paura che atiglia lo stomaco.
Serra la bocca,la mascella si fa casa di dubbi amletici
E Lei che continua di mano nodosa a cercare il piacere di lui su quel corpo ramingo.
Lei avanza felina.
Lei cagna
Lei bestia dentro un piacere più grande di Lei.
Lei lurida vergine che gode di notte
Lei amore a suon di violini,di parole.
Dammi una parola e sarò tua per sempre.
Tuo per sempre.
Sono le nostre carni che si cercano in questo dolore di sesso..
Amore in un letto di carne.
Amore….
Ma ne vale la pena?
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Caro Nemo,
ho messo via qualche parola per i tempi di magra che verranno.Stanno lì,sparse,dietro un muro di cartapesta.Se cerchi bene c’è ne è qualcuna che parla di te…se ne hai bisogno,prendi pure…
Caro Nemo…
Vertiginoso questo addio,non trovi?Scrivere al niente e non saper che dire…Degno delle più belle commedie dell’assurdo..Pinter sarebbe stato fiero di me…
Oggi ho fatto l’amore per l’ultima volta. L’ho fatto da sola. Perché di amare gli altri sono stanca.
Mentre mi amavo mi è venuto in mente Riccardo: il modo in cui guardava la mia pelle pallida.…Dopo lui nessun’altro mi ha più guardata così.Sembrava che tutti stessero li fra le mie gambe per una sorta di concessione.Ansimavano un poco,tiravano,maneggiavano senza cura e poi mugugnavano qualcosa a ridosso del letto.
Nessuno mi ha più guardata come se fossi la cosa più bella…Nessuno mi ha più amato veramente.
Sai,oggi sono due anni che lui se ne è andato.Ci penso ancora...a volte,quando scendo laggiù a controllare che non sia avvizzito qualcosa per mancanza d’amore, vorrei fosse qui,tra le mie mani,tra la mia pelle.
Mi dicono che è lontano,che è un mezzo pazzo,che la matematica è approdata nella sua testa lasciandola vuota di sentimenti….Anche prima era così…siamo cresciuti insieme…avevo 15 anni quando ci siamo conosciuti…lui era poco più grande e già era altrove con la testa.Lui viveva fuori dal mondo.E lo amavo per questo…perché non era di quaggiù…
Ho nascosto alcune canzoni scritte in sere disastrose.Se le trovi bruciale,non valgon che soldi bucati.La melodia è quella di un vecchio canto gregoriano.Sillabe lacrimevoli raccontano la mia storia.Da loro fuoco affinché espiino il mio dolore…
Caro Nessuno,
devo avere il coraggio di mettermi a tacere.Deve essere eclatante.Devo assassinare la mia vena creativa…
Caro Nessuno…
Prendi le mie parole e portale via per il mondo.
Che quando amiamo troppo anche l’amore diventa dolore…
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E avvenne al Nadir.
E avvenne che non fu più vita,ma sentore di Morte la Donna che incideva con mani di bimba la carne di vecchio Alchimista.
Vecchio pazzo….amare così una Donna che sa d’addio….Vecchio pazzo….la vita che perdi stanotte è il tributo ai suoi giovani anni.
E lei era li,ad un passo dal niente eppure era tutto.
Era l’effige onirica della vita che derubava di vita i volti altrui.
Passo di danza leggiadra e capelli d’incendio che frustavano i lembi del Tempo.
Seni,pallidi piccoli meravigliosi seni,che dettavano smanie nelle dita di poveri passanti.
Tre amanti e nel mentre il nulla.
Tempo,giovane d’anni e d’esperienza,assisteva all’impotenza del Vecchio Alchimista che di parole sapeva amare ogni donna.Di parole lei era solamente sua,mentre era la mano del Giovane Tempo a ciondolare sulla pallida carne della Donna….
Il Vecchio assistette ai suoi modi cortesi di fare all’amore. Senza rabbia,senza dolore dentro.
E Lei era altrove.Era dove si godeva del dolore dei morti.Era lì a pensare a carne che fosse rivolo di sangue e poi frammenti di cuore spezzato da lance-parole
E Tempo usciva ed entrava usciva ed entrava,senza passione,con dedizione inopportuna.Lei voleva sentire dolore,dolore nella pelle segreta e ancora più a fondo.Voleva il dolore che distoglie la mente dal male,dall’ultimo male che è ammazzare se stessi.
Voleva il piacere che fosse dolore e d’insieme abbandono dalla realtà fittizia del mondo conosciuto.
E Il Vecchio si impossessò del corpo bambino,ne fece un giocattolo d’uso e d’arbitrio,mentre il Giovane smaniava frustate d’incendio sui palmi di mani chidenti perdona.ù
E lei urlò di gola profonda,urlo di donna selvaggi che diventa rantolo dik vita che perde attimi nell’immenso piacere che una mano può dare.Dita artritiche che dispiegano piacere insperato.Dolore di mani che artigliano pelle al di la del piacere,laddove è d’ombra e d’argento la vita del mondo.
Perversamente inspirata da:Klimt.
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Arianna che corre.
Arianna che mette un piede davanti l’altro e continua ad andare avanti.
Arianna che non si volta,che non si è mai voltata. Arianna che inciampa,che cade.
Arianna che cede.
Che cede dentro,che piange piano,che abbassa la testa e singhiozza senza voce.
Arianna che aspetta un autobus che non passa,che lascia che i minuti le scorrano addosso. Che è in attesa di una vita diversa. Arianna che non sa cambiare, che tenta,senza riuscire.
Arianna che ha dentro il piatto una mela e un senso di disagio,che mastica di fretta,che corre su una bilancia per misurare i grassi dell’esistenza perfetta.
Arianna che ha tanti amici,che ride spesso,che ride di gusto.
Arianna che canta a squarciagola,Arianna che non ha mai cantato realmente,che si vergogna davanti ad un microfono,che è se stessa solo dentro ad un palcoscenico.
Arianna che è attrice di se stessa in questa vita pazzesca.
Arianna l’avete vista correre da qualche parte,magari in un pomeriggio umido di pioggia
L’avete vista piangere ubriaca all’uscita dei metrò…
Magari le avete voltato le spalle perché Arianna è la maschera che mettete sulle vostre facce,ignorandovi come ignorate la vita di dentro.
Arianna è tutti voi.
Solo che ha più coraggio di voi.
Arianna ha la forza di andare avanti anche quando è stata detta l’ultima parola…Arianna che ha paura del buio,che ha paura di essere normale.
Arianna che si finge diversa per sapersi inutile.
Arianna che ha amato sempre troppo e che ora è stanca
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(sono dentro una barca e continuo a dondolare)
Sposa del Vento.
Carne che lacera carne che cerca.
Di quell’amore che è già disperato,che è già ad un passo dal suicidio.
Carne che cerca carne che lacera.
E’ un andirivieni scontante questo orgasmo che ti artiglia la carne e si fa sangue che scivola di sapore metallico sulla bocca che cerca mani che cercano altre mani che si perdono
(sono dentro una barca e continuo a dondolare)
Sposa del Vento
E’ il ventre teso.
E’ un braccio armato.
D’arma bianca morire non puoi.
In astinenza da amore di carne.Sesso.Sesso che va,sesso che viene
(sono dentro una barca e continuo a dondolare)
Sposa del Vento.
Rumore di respiro di uomo che si insinua tra le tue parole.
Che è già come un addio.
Senza perché.
Sposa del Vento,
stanotte la Morte porta via anche te
(sono dentro una barca e continuo a dondolare)
liberamente ispirata a musiche di Franco Morone e alla Sposa del Vento di kokoshka.
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<Liberata Giuliana Sgrena>
<400 colpi…400>
<posto di blocco,non si sono fermati allo stop>
<E’ morto uno 007 italiano>
<cordoglio del presidente Usa Bush,indagini rapide e trasparenti>
<Non la volevano viva….Ilaria Alpi>
confusione.
Erano le 18 e qualcosa.
Ascoltavo i Genesis a lume di candela.
Entra una voce dalla porta socchiusa
<Giuliana Sgrena è libera>
e ho pianto.
Di la i miei amici e la mia famiglia a gioire,come se ad essere liberata fosse stata una donna di famiglia.Le loro risate invadono la triste penombra della mia cameretta .Marco,seduto accanto a me,ha sorriso.
Io a piangere,senzasenso
Senzaparole
Quella manifestazione per la sua liberazione nella testa,fotogrammi di qualcosa che sentivo vivo come un bisogno. Protestare,Manifestare. Che forse non serve mai ad un cazzo…che forse serve solo a me.
Ore 19,00
Caos.
Notizie che vanno, si scontrano,lacerano la memoria…e poi il buio. La certezza che non saprò mai la verità. Che la verità è appannaggio di pochi eletti.
C’è il cavaliere della Repubblica che ramanzina un cordoglio ben lungi dal provare realmente....
Notizie che vanno. Notizie che vengono.
E ora esce fuori che è stato un attentato programmatico alla vita della giornalista del manifesto,scomoda per molti…scomoda anche per questo governo revisionista.
Continuiamo a far fuori la verità che ci fa pensare,etichettiamola come “sovversiva”,”millantatrice”.
Continuiamo a invadere paesi sempre più poveri in nome di bombe che non esistono e di alleanze per spartirsi il bottino.
Continuiamo a mandare al fronte bamboccetti che sparano alle foglie morte.
Sentiamoci eroi perché abbiamo deciso di liberare un paese dalla tirannide saddamista per scraventarlo nell’inferno dei protettorati filo-indemocratici,precisamente egemonici.
Continuiamo a dare per buone scuse senza se e senza ma,che tanto,ne muore uno o ne muoiono mille per noi è sempre uguale.
Sono numeri-sottotili durante il tg delle 20.00
Uscire fuori dall’Iraq.
Adesso.
E non voglio essere l’unica.
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Leggero…
Dolcezza di note che si rifrangono tra le mie labbra,voce che nasce fragile dal fondo delle mie emozioni,esplode in volo…I muri bianchi della mia cameretta accolgono questo mio triste cantare….
“Leggero,nel vestito migliore,
senza andata ne ritorno senza destinazione
Leggero,nel vestito migliore
Nella testa un po’ di sole ed in bocca una canzone”
Sentirsi leggero.
Sentirmi leggera.
Sono viva,in questo mio dolore assurdo,in queste mie lacrime sceme…
Sono viva
Voce che esplode in volo.
Dolore al cuore e più fondo ancora.
Oltre me,oltre questa malinconia.
Oltre il presente,dove non c’è tempo,dove non c’è spazio.
Leggero.
Stasera mi sento leggera.
Anche la morte stasera non mi fa paura.
Anche questa solitudine muta questa sera non mi fa paura.
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Canzone sul far del crepuscoo
Avevo poco meno di 15 anni.
Avevo lunghi capelli castani che si facevano boccoli e poi treccia di piccola Raperonzolo
Avevo parole sentite dire
Avevo sogni da svendere e in tasca poche lire.
Avevo la voglia che hanno i piccoli di cambiare il mondo.
Avevo voglia di cambiarmi.
Reinventarmi,se ne avessi avuto bisogno.
Ricostruirmi dal principio e poi cadere giù.
“giro giro tondo,casca il mondo,casca la terra,tutti giù per terra…”
Vecchia fotografia scampata all’incendio del mio cuore infranto. Di quando misi alla gogna i sentimenti tutti (e la sua immagine in pellicola.)
Vecchia fotografia sbiadita dall’umidità di una scatola da scarpe, sepolta chissà dove,chissà quando.
Un cd nascosto da carta da lettere disegnata di un passato che ho dimenticato.
Play.
La nostra canzone…
Le nostre canzoni…
Avevo poco più di 16 anni…
I capelli non c’erano già più. Piccoli boccoli solleticano la nuca.
Pantaloni a zampa,revival anni ‘60.
Figlia dei fiori in trasferta nell’era duemila.
E verità che sembrano importanti
E Pensieri e emozioni e canzoni da tenere stretti dentro il palmo della mano
“giro giro tondo,casca il mondo casca la terra,tutti giù per terra..”
Vecchia fotografia scampata all’incendio del mio cuore infranto. Di quando misi alla gogna i sentimenti tutti(e la sua immagine in pellicola)
I suoi capelli di paglia sulla mia pelle.
Tempo di scoperte che dimenticai ben presto.
A fare l’amore in riva al mare e correre a casa e gridarci “ti amo”da un capo all’altro del mondo
“Chi ama non ha pura”
Poco più di 18 anni .260 giorni in più,e qualche ora in mezzo.
I capelli crescono selvaggi sulle spalle, e si fanno già boccoli,ma la piccola Raperonzolo è lontana. Troppi amori hanno bussato alla sua porta e la treccia è calata di volta in volta con un sospiro in più.
Ed ora non più.
“giro giro tondo casca il mondo casca la terra tutti giù per terra”
Vecchia fotografia scampata all’incendio del mio cuore infranto. Di quando misi alla gogna i sentimenti tutti(e la sua immagine in pellicola)
Io,in quella foto in bianco e nero,non ci sono più
Tagliata via da qualche impeto ramingo di rabbia e d’amore.
E lui è la.
Vecchia fotografia che stringo incerta.
Lui è la.
E manca.
Più di quello che avrei mai potuto immaginare.
To rik. “L’amore dissolve la paura
Chi ama non può sentirsi solo”
posted by LadyJuliet alle